La parola del Parroco - Don Maurizio Spreafico - 18 aprile 2021

Carissimi, celebriamo oggi la III Domenica di Pasqua. Anche in questa domenica il vangelo di Luca ci propone l’episodio dell’apparizione di Gesù Risorto ai suoi discepoli, subito dopo il racconto dei discepoli di Emmaus che vanno dagli altri discepoli a raccontare l’esperienza vissuta.

Gesù appare in mezzo a loro e dona la pace: “Pace a voi!” È una parola rassicurante che non chiede nulla, ma soltanto dona. È l’augurio che riceviamo anche noi durante la Messa prima di accostarci all’Eucarestia: “La pace sia con voi … scambiatevi il dono della pace!”. La situazione esistenziale dei discepoli è descritta in termini negativi: sono sconvolti, pieni di paura, turbati e con tanti dubbi nel cuore, al punto che pensano di vedere un fantasma. E Gesù, per sciogliere i dubbi e le paure li rassicura: “non sono un fantasma”, ma sono il vostro Maestro e Signore che attende di essere riconosciuto, accolto e abbracciato. E poi utilizza i verbi più semplici e familiari: “guardate, toccate, mangiate con me”. Gesù vuole entrare nella vita concreta dei suoi, non avanza richieste, non detta ordini, offre comunione. Viene e condivide cibo, sguardi, amicizia, parola. Non chiede di digiunare per lui, ma di mangiare con lui. E gli apostoli lo daranno come prova: “Noi abbiamo mangiato con lui dopo la risurrezione” (At 10,41). Mangiare insieme è il segno più eloquente di una comunione di vita, di un’amicizia vera, di una condivisione sincera. In ogni Eucarestia a cui partecipiamo, anche noi siamo chiamati a vivere questa intensa esperienza di comunione con Gesù. Siamo invitati a fare comunione con Gesù, per diventare uomini e donne di comunione e di solidarietà. Nella Messa tocchiamo Gesù, mangiamo Gesù … per poter poi toccare Gesù nelle piaghe dei poveri e dei sofferenti e per “lasciarci mangiare” da loro in una vita di servizio, di carità e di donazione.

Il vangelo prosegue: “Aprì loro la mente per comprendere le Scritture!”. Gesù Risorto aiuta i discepoli a comprendere in profondità il mistero della sua passione, morte e risurrezione. Ora che è lì davanti a loro, in carne ed ossa, con il segno dei chiodi nelle mani e nei piedi e con un corpo glorificato, possono meglio comprendere tutto ciò che Gesù aveva pazientemente comunicato loro nei tre anni di vita pubblica. Ora sono in grado di capire meglio le sue parole e di comprendere meglio i suoi gesti e di accogliere nel loro cuore tutta la verità della sua rivelazione.

“Di questo voi siete testimoni”: rincuorati e rassicurati, confermati nella fede, saziati dal pasto di comunione consumato con Gesù, sono ora chiamati alla testimonianza. Sappiamo – particolarmente dal libro degli Atti degli Apostoli che stiamo leggendo in questo Tempo di Pasqua – che gli apostoli saranno coraggiosi testimoni del vangelo e non avranno paura di essere osteggiati, perseguitati e minacciati di morte nel nome di Gesù.

 

Preghiamo: “O Signore, tu non sei un fantasma, ma hai carne e sangue e vuoi fare comunione con noi. Grazie per il dono della pace, grazie per il dono della Parola e dell’Eucarestia, grazie per la gioia che infondi nel nostro cuore, grazie per il tuo perdono che sempre ci rinnova. Aiutaci ad essere tuoi testimoni limpidi e coraggiosi, con una vita di carità e di donazione. Donaci di essere sempre e ovunque operatori di pace, di quella pace vera e autentica che hai donato ai tuoi apostoli dopo la Risurrezione e che ora dona anche a noi”.